12 aprile 2024. Italia, questa Repubblica donna. Raccontata da Cassandra

Foto di Cassandra-Italia, Repubblica Donna

12 aprile 2024. Italia, questa Repubblica donna. Raccontata da Cassandra

“Italia, questa Repubblica donna”: l’evento raccontato da una delle nostre Socie, Cassandra. No, non è il suo nome: è un soprannome appioppatole dagli amici ai tempi della scuola, ma le è particolarmente caro, quindi… Cassandra sia!

Venerdì 12 aprile: una giornata calda, ma non caldissima, l’ideale per una passeggiata nel pieno centro di Roma.

…e così abbiamo fatto: scesi dal treno a Termini, armati di “navigatore” applicato al telefonino, io e gli amici “di sempre” ci siamo diretti a Montecitorio, al nostro “grande appuntamento”: la presentazione di “Italia, questa Repubblica donna”, l’evento organizzato da O.I.S. nella Sala della Regina presso la Camera dei Deputati.

Siamo arrivati con largo anticipo: davanti a Palazzo Montecitorio, tra le comitive di turisti incuriositi, si stava raccogliendo una folla di persone vestite elegantemente, tutte chiaramente dirette alla Sala della Regina (“Abiti eleganti, uomini in giacca e cravatta…”, recitava la lettera di istruzioni ricevuta dalla Segreteria di O.I.S.).

E poi, via, tutti dentro, in fila ordinata: controllo dei documenti, passaggio sotto il metal detector, “radiografia” di borse, borselli e zainetti e requisizione delle bottigliette d’acqua, operazione – questa – che ha suscitato non pochi mugugni e malumori (“Potete lasciarle al guardaroba e ritirarle all’uscita… E’ una disposizione per l’antrace…”)…

Una Commessa – abbiamo scoperto che, qui, gli uscieri e le persone che accompagnano i visitatori si chiamano “commessi” – ci ha accompagnati alla Sala della Regina.

Abbiamo percorso diversi corridoi, ammirando, al veloce passaggio, la bellezza di questo storico palazzo: un’autentica meraviglia!

…e poi, di colpo, un piccolo corridoio tappezzato di ritratti: le fotografie delle 21 Donne della Costituzione, delle prime 11 Donne-Sindaco elette tra la primavera e l’autunno del 1946 e delle altre Donne che, per prime, hanno ricoperto un ruolo istituzionale nella storia della nostra Repubblica.

Mentre due Commesse e alcuni membri di O.I.S. procedevano a un ulteriore controllo dei nomi, ci siamo attardati a osservare le fotografie: c’è pure la foto, recentissima, d’una sorridente Giorgia Meloni, la prima Donna Presidente del Consiglio.
Ora, resta un solo “vuoto”, nel Corridoio-Sala delle Donne, un posto che ha già una targhetta: “Prima Presidente della Repubblica”.

Mi sono guardata intorno, tra le persone “relativamente giovani” che in quel momento affollavano il luogo, spiccavano una ragazza dai capelli color mogano, bellissima, con il tesserino O.I.S.-Staff puntato sull’abito azzurro, e una bambina di forse 5 o 6 anni, strettamente tenuta per mano da due donne, una giovane (la mamma?) e l’altra più anziana (una zia?): chissà se quel “vuoto” potrà essere occupato dalla loro foto…

E poi… tutti nella Sala della Regina!

Prima dell’evento, non ho avuto il tempo di documentarmi riguardo questa splendida stanza, pavimentata da marmi policromi, impreziosita da enormi arazzi raffiguranti scene della vita di Alessandro Magno, di Mosè e di altri “grandi” e illuminata da tre enormi lampadari in ferro battuto: l’ho ammirata da “ignorante”, gustandone la bellezza e riservandomi di approfondirne in seguito la storia.

Immersi in un’atmosfera davvero particolare, abbiamo ascoltato i discorsi dell’On. Matone, della Presidente di O.I.S., la Dottoressa Braggio e della portavoce di O.I.S, l’Avvocato Schirru: donne, tante donne, che hanno poi ceduto il passo al giornalista David Gramiccioli.

Personalmente, seguo sempre con attenzione le “pillole di Storia” (via “rete”) di Gramiccioli e, quando posso, vado agli eventi “in presenza”: sono occasioni davvero uniche per rivisitare la Storia da un’angolazione diversa, per comprendere che, in fondo, non si produce nulla di nuovo. Denaro e interessi privati sono alla base di guerre e delitti.

L’uomo non impara dai suoi stessi errori, purtroppo, e quindi, per dirla con le parole di Gramiccioli, “La storia non è un fenomeno che si rinnova ma una circostanza che si ripete”.

Musica soffusa, delicatissima, un filmato in cui si susseguivano foto e spezzoni di altri filmati: un insieme di grande effetto, mentre Gramiccioli, con la chiarezza che gli è propria, ci ha raccontato la storia di queste donne e il ruolo da loro ricoperto nel fare la Storia di questa nostra Repubblica.

Dopo la rievocazione, è arrivato un momento davvero emozionante: la consegna di targhe e riconoscimenti a donne distintesi in diversi settori dell’economia, della medicina e della pubblica amministrazione.

E così, tra sindaci-donna e personaggi diversi, ho rivisto la bimba notata poco prima di entrare nella sala: ha accompagnato la Professoressa Melfi e ritirato la targa conferita alla chirurga e docente universitaria per il suo impegno nel settore dell’oncologia polmonare.

Straordinaria, questa piccola: si è sorbita una cerimonia lunghissima senza fiatare! Magari è proprio un segno e la prossima volta la protagonista… sarà lei!

Che dire? È stata una giornata memorabile: grazie. O.I.S.!, grazie per avermi – averci – dato la possibilità di vivere in prima persona un evento culturale di grande spessore in uno scenario magnifico, in una Sala cui difficilmente una “persona comune” può accedere!

Cassandra, Socia O.I.S.

Dalla Redazione di O.I.S.: informazioni sulla Sala della Regina di possono trovare cliccando qui.

Cassandra, grazie per l’interesse e la simpatia!

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