Storia del Topolino in Fattoria

Campanile

Storia del Topolino in Fattoria

Carissimi,
vi propongo la Storia del Topolino in Fattoria.

È una storia arcinota, che ogni tanto qualche Insegnante o qualche Nonna racconta ad allievi o nipoti.

È una storiella, semplicissima solo in apparenza, che spesso viene letta ai bambini come favola della buona notte.

È un racconto bellissimo, che ogni tanto rileggo volentieri e che altrettanto volentieri riporto qui.

C’era una volta un Topolino che viveva in una fattoria: mangiava gli scarti della cucina e, ogni tanto, rubacchiava un po’ di grano o di formaggio…

Una sera, il Contadino e sua Moglie tornarono a casa portando un pacchetto, che scartarono sorridendo e commentando sottovoce.

Rannicchiato su una trave del soffitto, il Topolino li osservava leccandosi i baffi e pensando che una scatolina così bella e colorata poteva contenere solo cibo prelibato…

Non vi dico quanto rimase sconvolto nel vedere che il pacchetto misterioso conteneva … una trappola per topi! Quatto quatto, il Topolino fece subito il giro della fattoria avvisando tutti gli animali: “In casa c’è una trappola per topi! C’è una trappola per topi in casa!”.

Nel pollaio, la Gallina, disturbata durante il suo sonnellino, alzò la testa e disse: “Comprendo la tua paura, ma la cosa non mi riguarda proprio! Non sono preoccupata: non sono affari miei!”.

Il Topolino corse nel porcile, dove in contrò il Maiale: “In casa c’è una trappola per topi!”. Il Maiale, con molta empatia, rispose: “Davvero? Sono molto dispiaciuto! Però…non posso far molto: pregherò per te!”.

Il Topolino si rivolse allora alla Mucca, che mangiava il fieno nella stalla: “C’è una trappola per topi in casa!”. Senza scomporsi, la Mucca obiettò: “E quindi? Mi dispiace per te, ma a me la trappola per topi non dà proprio fastidio!”.
Mogio mogio, il Topolino se ne tornò in casa, chiedendosi come affrontare la mortifera trappola.

Durante la notte, la molla della trappola per topi ruppe il silenzio: una preda era caduta nella sua stretta!

La Moglie del Contadino si alzò, corse in cucina, allungò le mani verso la trappola e…zácchete!, velocissimo, il Serpente velenoso la cui coda era rimasta chiusa nella trappola morse la donna!

L’indomani, il Contadino chiamò il Dottore perché sua Moglie stava malissimo: una febbre altissima le divorava il corpo e il cervello, facendola delirare.

Come ben sappiamo, nella cultura contadina, quasi tutte le malattie si curano anche con una buona zuppa di pollo: il Contadino, armato d’un grosso coltello, andò quindi nel pollaio per recuperare l’ingrediente principale per il brodo…

Zuppa o non zuppa, la donna non guariva: amici e parenti vennero, quindi, a trovare la Moglie del Contadino per starle vicino.

Le persone si avvicendavano al capezzale della malata e la casa era piena di gente: per nutrire tutti, il Contadino macellò il Maiale.
Nonostante le medicine del Dottore, la zuppa di pollo e le cure amorevoli di parenti e amici, la Moglie del Contadino morì e tutto il paese andò al suo funerale.

Per offrire a tutti il tradizionale banchetto del saluto alla cara Moglie ormai defunta, il Contadino macellò la Mucca.

E il Topolino?, chiederete voi.
Nascosto nel suo buchino nel muro, il Topolino guardava tutto con gli occhi colmi di tristezza.

Ogni favola ha una sua morale e un suo insegnamento, e questa non fa eccezione:
la prossima volta che qualcuno vi dirà che qualcun altro sta affrontando un problema, non pensate che la cosa non vi riguardi: ricordate che quando una persona viene colpita, siamo tutti a rischio!
In questo viaggio chiamato Vita, tutti siamo coinvolti: prendersi cura gli uni degli altri è un modo per farci coraggio e sostenerci a vicenda.

Quando senti suonare la campana, non chiederti per chi suona. La campana suona anche per te.

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